ALLARME! LA VERITA’ CHE I MEDIA CI NASCONDONO SUL CORONAVIRUS!

Bene, sei atterrato/a qui su eiphi non di certo perché conosci questo blog. Rifletti, sei su queste pagine solo perché non sei stato capace di distinguere un titolo ClickBait che hai trovato accattivante. Ma permettimi di dire che ha funzionato, ora che ho la tua attenzione mi piacerebbe parlarti di alcune cose e riflettere insieme. D’ora in poi scriverò al maschile, perché mi riferisco a te, utente neutrale che stai leggendo. Mettiti comodo.

Probabilmente non avrò lo stesso eco di chi dà aria alla bocca e alle mani in questi giorni, ma quantomeno ci proverò e vi prometterò, almeno io, che non avrò la presunzione di voler raccontare una verità che conosco solo io e che loro, i media, vi nascondono. Lo so, sarebbe stato molto più accattivante… ma alle volte la realtà è semplicemente, in tutta la sua banalità, questa.

Coronavirus, la verità.

Esiste, non esiste, è il mezzo di una nuova guerra, è un modo per azzerare l’economia, è un modo per controllarci tutti, era già scritto nei film della Disney o nelle profezie Maya. Online e offline è sempre pieno di persone che affermano cose discordanti e dissonanti rispetto a quella che è la versione ufficiale che riportano i media.

Sappi che non sono certo che il mondo non abbia intrighi da sviscerare, ma sappi che non sei il solo ad avere gli occhi e a farti domande. Il mondo non è popolato da persone prive di cervello. Forse le persone sono per lo più impegnate, massacrate dalla routine, questo si. E forse evitano di farsi troppe domande a cui, per incompetenza, non avrebbero modo di rispondersi.

Condivisone

Eh sì, incompetenza. Ma cos’è la competenza? E’ quella dedizione e capacità di orientarsi in un determinato campo, che si costruisce con il tempo, ma che va verificata se il confronto avviene con il mondo.

Siamo in un mondo fatto di condivisione, in questa epoca più che mai, non quella fatta nei commenti sotto i post sui social network tra i tuttologi, ma quella vera fatta di confronto tra massimi esperti che dimostrano che, per quanto una persona possa essere preparata, intelligente e magari un punto di riferimento nel proprio campo, le affermazioni del singolo hanno tutt’altra valenza e veridicità rispetto alle affermazioni delle comunitàai dati e alle pubblicazioni contro-verificate.

Non conta quanto una persona sia un premio nobel, quanto una persona abbia cambiato il mondo in passato. Conta quello che adesso, in questo momento, afferma e quanto venga condiviso e verificato con un metodo attendibile da quanti più esperti del nostro pianeta possibili. In questo caso il metodo scientifico, fatto di tentativi, prove e controprove, è quello che ti permette, a te che stai leggendo, di avere una connessione internet o semplicemente di avere un computer. Perché non importa quanto tu faccia uso del tuo pc e della tua connessione ad internet, sono certo che non hai la presunzione di spiegarti come funziona un processore; semplicemente perché non hai le conoscenze, le parole e la capacità per poterlo fare.

Il metodo scientifico in questo momento è l’unica stella polare che può guidarci per portare risultati.

Incoscienza

Ho seguito ogni giorno da quando è scoppiato il caso in Cina il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più o meno in silenzio, per farmi un’idea più chiara sul nostro comportamento in una situazione così torbida anche per la comunità scientifica.

Quando a Dicembre erano state divulgate le primissime notizie da un governo che di per sé tende a censurare anche l’incensurabile, quello che mi ha colpito di più è stata l’incoscienza delle persone. Quelle che si sentono più furbe e invincibili di fronte a tutto ma che poi tremano di fronte a video su Youtube che gli fa credere che in questo mondo è tutto un’inganno.

Ma tu, che credi alle cose non convenzionali e non hai il minimo dubbio che il virus esista per davvero, non ti senti un po’ incosciente?

Ti spiego meglio con degli esempi. Perché abbiamo una casa? Beh, perché così se arriverà un temporale o troppo freddo, semplicemente siamo coperti. Non si tratta di allarmismo o di diventare schiavi dei media, ma si tratta di prevenzione. Perché non hai mai pensato al classico e sano “panico da Tsunami?” Nel dubbio che arrivi uno Tsunami dopo un terremoto, farei di tutto per prepararmi ed essere pronto all’eventuale fuga. E se non arriverà, tanto meglio.

Lo so, in questo momento starai pensando: “Perché tu, Denis Naccari che stai scrivendo, non ti senti un po’ incosciente nel non pensare che i media ti stanno mentendo?”. Detto fatto: se è vero che prevenire è meglio che curare, non ho nulla da perdere nel mettere una mascherina, intensificare l’igiene delle mie mani e stare ad un metro o due di distanza dalle altre persone. Se seguissi le teorie complottiste avrei sicuramente una possibilità maggiore di venire attaccato dal virus. Potrei anche scegliere di seguirle e allo stesso tempo di seguire la prassi convenzionale per minimizzare i possibili contagi. E penso che sia la cosa più intelligente che le persone che non credono al virus possano fare.

E invece continuo a vedere incoscienza e poco rispetto delle persone del quale ci circondiamo. Ricorda: loro con la mascherina non recano danno ai tuoi ideali. Tu senza mascherina e precauzioni nei luoghi affollati potenzialmente sì, cosa ti costa? No, non sembrerai uno zombie ma solamente Alan Walker, è pure figo.

Unione

Alla fine l’unione e l’amore vincono sempre. Non so se l’avvicinamento ai 30 anni mi sta sensibilizzando su questo tema, ma non avrei mai creduto di poter apprezzare persone che intonano alla bene-meglio l’inno di Mameli fuori dalle finestre. Per la cronaca non “son pronto alla morte” come dicono le parole di quei versi. Nel momento del bisogno emerge il senso commovente di comunità. Mi emoziona sentire le persone esultare, forse è a tutti gli effetti una crisi quella che stiamo vivendo in queste settimane. Sorrido, sento strombettate, fischi e botti come se fosse capodanno. Poi mi rendo conto che potremmo fare a meno dei botti, ma che il resto è assolutamente piacevole. La speranza è quella che tutto questo finisca presto, la speranza che ci danno i media è che questa situazione potrebbe finire prima se tutti cooperiamo. Quella che ci danno i video di complotti su Youtube qual’è? Devo essermela persa.

Va da sé che l’unione ha permesso di raccogliere più di 4 milioni di euro agli influencer Ferragnez, che hanno donato per costruire un ospedale da campo e permettere di potenziare i posti disponibili in terapia intensiva, che a Bergamo sono già terminati.

Molti nel proprio piccolo hanno cercato di effettuare donazioni nel sostegno della protezione civile che ogni giorno rischia la vita per tutti. Anche con Pokémon Millennium abbiamo effettuate varie attività di prevenzione e raccolta fondi, abbiamo sfondato una copertura di oltre 100000 persone e svariate centinaia di Euro donati. Fatti, non parole.

Odio

Eppure c’è gente che presa dalla noia ha avuto da ridire anche su questo. Fedez qualche giorno fa ha postato una foto di lui in sembianze grasse, ironizzando sul fatto che dopo la quarantena sarebbe diventato obeso. Le persone obese di tutto il mondo sono già sotto il suo post a fare la guerra e ad urlare alla “Grassofobia” perché si sentono offese. Chi va a spiegargli che se mangiamo schifezze è inevitabile diventare paffutissimi cicciotti?

Inoltre non è raro imbattersi in commenti di persone che reputano i flash mob una cosa inutile e senza senso. In una situazione così tesa per molti, perché è difficile capacitarsi che ironizzare e divertirsi vuol dire esorcizzare la paura?

La bellezza della quarantena

Spero che tu che mi stai leggendo non sia atterrato qui perché ti stavi annoiando e non avevi nulla di più interessante da fare che leggere le mie provocazioni. Per molti la quarantena è vista come una privazione, lo è anche per me sotto alcuni punti di vista perché una boccata fresca in queste fantastiche giornate primaverili sarebbero state davvero piacevoli. Ma per me è meglio così, ho una miriade di attività indoor alternative che mi piacerebbe fare nel tempo libero che ho disposizione, e depennando la passeggiata serale post-lavoro riesco a dare priorità ad altre attività e concludere i miei progetti più efficientemente. Per non parlare dell’homeworking: un modo per ottimizzare i tempi e migliorare la qualità del lavoro, un metodo che mette alla prova la capacità di ciascuno di noi di saper lavorare per davvero.

Per te che ti stai annoiando invece, perché non ti rilassi e assapori il condividere del tempo con te stesso alla (ri)scoperta dei tuoi hobby e passioni andate perse?

La lezione

Quante cose hai rimandato a domani? Quel viaggio che avresti voluto fare con i tuoi genitori, quel concerto che avresti voluto vedere con quel tuo amico, quell’esperienza a contatto con la natura che avresti voluto vivere in solitudine. Questa situazione ci insegnerà che il rischio di rimandare una cosa potrebbe equivalere ad averla persa per sempre.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più. Ma la primavera non sapeva nulla. Ed i fiori iniziavano a sbocciare e il sole a splendere, e tornavano le rondini. Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse. Era l’11 marzo 2020 e i ragazzi studiavano sui pc da casa. Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa. Dopo poco chiusero tutto, anche gli uffici. L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali e la gente si ammalava. Era l’11 marzo del 2020 e tutti furono messi in quarantena obbligatoria: i nonni, le famiglie e anche i giovani. Allora la paura diventò reale, e le giornate sembravano tutte uguali. Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire. Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno. Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri, l’anno in cui il mondo sembrò fermarsi e l’economia andare a picco. Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti. E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita e che il virus aveva perso… Che gli italiani tutti insieme avevano vinto. E allora uscimmo per strada con le lacrime agli occhi senza mascherine e guanti, abbracciando il nostro vicino come fosse nostro fratello. E fu allora che arrivò l’estate, perché la primavera non lo sapeva e aveva continuato ad esserci…
Nonostante tutto,
Nonostante il virus,
Nonostante la paura,
Nonostante la morte.
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

E di riscoprire la gioia di scrivere.

Invio, pubblico, chiudo.