Un capitolo chiuso, un capitolo aperto.

Sai, eiphi,
è da un po che mi sono accorto che con qualche conoscenza qualcosa non andava più.
Sarà per modi di pensare differenti, sarà per approcci differenti, sarà per quei discorsi sempre negativi che ormai non voglio che mi appartengano più.
Sarà per l’infantilità che riaffiora alla prima occasione di discussione.
Sarà che nei mesi passati ho visto persone veramente chiuse di mente e con una concezione delle cose insopportabile.
Sarà che sono ufficialmente saturo e che non ho più pazienza?

Sarà.
Mi è stato detto Addio. Mi spiace: effettivamente qualcosa era cambiato da quando bramavamo nel 2006 di conquistare il mondo le più svariate cose. Sicuramente sono cambiato.

Cosa mi infastidisce di più delle persone? Il fatto di essere condizionati dal fottuto conformismo che ci viene iniettato nel nostro povero cervello da quando siamo piccoli.

Soprattutto nelle cose in cui è l’arte il protagonista, sono dell’idea che bisogna esprimersi senza blocchi: frasi tipo “Ma si fa così! Non va bene fatto così, questo non è un Portfolio perché tutti gli altri siti hanno uno zoom in cui mostrano meglio i lavori!” non le sopporto! Chi definisce cosa o come bisogna creare una cosa? La creatività non deve avere blocchi!
Ci sono persone strafighe che hanno fatto roba bellissima senza mostrare una mazza.

Nel 2004 i siti venivano fatti in un certo modo, e se una persona provava a mostrare strutture che ora vanno tanto di moda magari non otteneva consensi: questo non vuol dire però che il sito non fosse figo o funzionale. Semplicemente la artistica era concezione diversa.

Tutto questo per dire che bisognerebbe aprire le proprie menti e non dire “Non si fa così” ove basterebbe dire “Non è il mio genere, però è un’idea carina.”